Salotto RomanoNumero 2febbraio 2025

Guadralis

Marilù Giannone Salotto Romano n.2, febbraio 2025, pagina 66

Così si chiamava un nobilsignore protervo che tolse ai monaci di S. Alessio un terreno incolto ma prossimo ad essere dissodato e coltivato. Era l’anno 1164, già da molti secoli i monaci di ogni ordine gestivano l’Italia e l’Europa intera, e forse per questo il continente antico è detto di radici cristiane, perché il clero secolare, non amando la cultura e forse anche l’umanità, si dedicava al lato violento ed egoista della fede, erano cattolici e non cristiani.

S’intende, era necessario avere armi in pugno, spesso, per mantenere l’assetto della propagazione del magistero di quella persona infinita che fu il Cristo.

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