Salotto RomanoNumero 2febbraio 2025

Padron Checco e Trilussa

Carlo Sabatini Salotto Romano n.2, febbraio 2025, pagina 45

Quando Trilussa venne presentato a Padron Checco questi tra sé e sé, esclamò: “E mò che vò sto giggilungo?”. Il futuro poeta degli animali, infatti era piuttosto alto e la sua statura, al mingherlino professor Francesco Sabatini (così all’anagrafe era registrato Padron Checco), dovette apparire quella di un gigante.

Tra i due che divennero ben presto singolari e autentici personaggi letterari della Roma umbertina, la simpatia e la reciproca stima accorciarono subito – è il caso di dire – ogni distanza al punto che divennero inseparabili non solo nel lavoro, ma anche nella vita.

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