Viaggiatori a Roma: Elisabeth e Robert Browning
Ingegno precocissimo, Robert Browning già a tredici anni aveva composto una raccolta di Juvenilia di ispirazione byroniana. Nelle sue liriche si sente infatti l’influsso di Byron e degli altri due poeti romantici per eccellenza: Keats e Shelley. Dopo un primo soggiorno in Italia a causa della sua salute cagionevole, nel 1844 si stabilì definitivamente a Firenze dove due anni dopo sposò segretamente la poetessa Elisabeth Barrett, trepida e virtuosa, che fino ad allora, a causa di una precaria salute e di una rigida educazione paterna, aveva condotto una vita segregata nel castello di famiglia a Durhan dedita allo studio dei classici.
Il testo completo è nel PDF del numero, da pagina 31.
Apri il PDF a pagina 31 Vedi tutto il numero
Voce Romana ha cessato le pubblicazioni nel 2024: questo contributo fa parte del suo archivio.
Altri contributi di questo numero
- 2
Lettere a Pasquino
Arduino Maiuri - 3
Augusto Giordano, l’amico perduto
Sandro Bari - 4
L’ideale paesaggismo nei giardini del Foro Mussolini
Francesca Di Castro - 6
Roma Tiberina: La Venere ritrovata ritrova il suo autore
Francesca Di Castro - 7
Michele Tiliacos, dall’Isola delle spugne al Foro Italico
Francesca Di Castro - 8
Leggere la città esistente per disegnare quella futura
Ettore Maria Mazzola