Le pagine della poesia
Kratos Come l’onda ritorna su sé stessa tumultuosa, e mai vinta si ritira (Nel fragore risucchia via la riva) Poi ancora monta crolla e si trasforma Così s’impenna ora la mia collera: Intermittenza dei figli d’un etra In tempesta ricopre tutto e adombra Un vetro steso a ammutire ogni cosa; Dal petto al volto al pugno che rintrona L’orgoglio sale alto e prende parola – Son due vulcani aperti le mie nari, Fiammeggia il mio sguardo più del tambora, Rabida storco giù la bocca a sdegno – tutto m’inarco irto a devastazione!
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