La primavera dal Gianicolo
Tra fusti di palme, filari di lecci, siepi di fichidindia, ciuffi monumentali di cacti, il giardino move le spire larghe dei viali, le scalinate, le viottole, i lunghi parapetti profilati sul vuoto. Sopra, un cielo vastissimo, sereno come l’innocenza, luminoso come la gioia. Questo mattino si direbbe che non deva mai più finire.
Qualche mimosa carica di oro verde; nei prati, monetine sparse, le piccole margherite; sugli alberi da frutto, dentro gli orti scendenti pel colle, è già caduta la nevicata bianca e rosa della fioritura. La primavera è qui. Danno già piacere i soffi freschi che girano a capriccio nello spazio vibrante di sole.
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