Voce RomanaNumero 41settembre-ottobre 2016

Gemelli

Marilù Giannone Voce Romana n.41, settembre-ottobre 2016, pagina 40

Attualmente le nascite gemellari possono essere accettate con una certa apprensione per ciò che riguarda l’impegno che crea l’allevamento di due bambini: la mamma non è più quella che si trova descritta in romanzi e cronache di pochi e molti secoli fa, quando un esercito di tate o qualche parente o vicina la aiutavano nel dedicarsi totalmente e contemporaneamente a due fagottini urlanti.

Ma anticamente la nascita gemellare era un segno della Dea, una benevolenza del cielo che viene incisa su una pietra o coccio e regalata come augurio, secondo Marija Gimbutas; e siamo nelle civiltà prediluviane europee, forse coeve a quelle antichissime civiltà orientali.

Il testo completo è nel PDF del numero, da pagina 40.

Apri il PDF a pagina 40   Vedi tutto il numero

Voce Romana ha cessato le pubblicazioni nel 2024: questo contributo fa parte del suo archivio.

Altri contributi di questo numero