Filemone e Bauci
Mo sverza, sverta sverta, la vecchietta, tant’acqua riscallata, ner bacile, e che te fa? Ce sciacqua assai gentile le “fette” de li Dei co la scopetta. Invece d’un triclinio de gran vaja, aggiusta un po’ er lettuccio poverello, e stenne su la menza ’na tovaja. Li Dei oramai se sò spaparanzati, stanno a magnà finocchio e ravanello, bevenno vini guasi staggionati.
Er miracolo der vino E doppo l’antipasto tutto quanto, ariveno pietanze bone e calle, già è pronta l’ùa rossa de la valle, le brugne co li fichi… eppoi ’no schianto de noce e mielepuro che è ’n avanto.
Il testo completo è nel PDF del numero, da pagina 54.
Apri il PDF a pagina 54 Vedi tutto il numero
Voce Romana ha cessato le pubblicazioni nel 2024: questo contributo fa parte del suo archivio.
Altri contributi di questo numero
- 2
Lettere a Pasquino
Sangiuliano - 3
Povero Trilussa nostro!
Sandro Bari - 4
- 6
Voci romane
Paolo Procaccini - 7
Il dialetto nel dialogo e nella scrittura
Gianni Salaris - 8
Voci Romane al Parlamento Europeo
Redazione