Caro Presidente…
Caro Presidente… Caro Presidente … Quante volte ti ho chiamato così, dopo la fine del tuo duplice mandato nel Gruppo dei Romanisti, per sentirti rispondere “e piàntela co sto presidente, ormai nun so più presidente, lo vòi capì?” A quel punto, come sempre, ti ripetevo “ma tu per me sei il presidente per antonomasia” e tu di rimando “ooooooohhh!
E basta! Io poi st’antonomasia manco la conosco!”. Quanto mi divertiva sentirti uscire, tu parlatore forbito e dotto, con queste risposte spontanee in dialetto romano, anzi, in Monticiano quale eri.
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