Dell’infinito amore
Stava calando la sera e m’infilai in una chiesa. Mi capitava talvolta, durante le mie passeggiate, di cedere a questo impulso, se ne trovavo una aperta. Non sono un cattolico praticante, piuttosto un peccatore abituale, come tutti del resto. Mi trasmette un senso di pace, di raccoglimento, posso connettermi a qualcosa di superiore, che non riguarda la religione ma le profondità di ogni individuo.
È uno spazio sacro. La lunga navata era illuminata di giallo, una luce che ti scaldava dentro. C’erano solo sei o sette donne che dicevano il rosario, recitandolo come un mantra.
Il testo completo è nel PDF del numero, da pagina 53.
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